UNA TESTIMONIANZA DA CLAUDIA PALMIERI: ANIMA E CUORE DI CLARIDEA

UNA TESTIMONIANZA DA CLAUDIA PALMIERI: ANIMA E CUORE DI CLARIDEA

 

UNA TESTIMONIANZA DA CLAUDIA PALMIERI: ANIMA E CUORE DI CLARIDEA

Siamo ormai al dunque, quasi tutto programmato e spese se non fatte.. ordinate! Ma in attesa che le feste arrivino, ricche di tutti i significati che incarnano, mi piace giocare con l’attesa, e diversificare. e allora, ecco che sono andato un po’ oltre il nostro ambito, pur rimanendo in tema. E ho chiesto ad una professionista a me cara, esperta di creatività del cibo, tavole imbandite, chef, tradizioni, territori e novità. Parlo di Claudia Palmieri,  anima e cuore di Claridea con cui ha dato vita a tanti importanti appuntamenti sui territori, dove tradizione culinaria e innovazione, nomi, professionisti, artigiani, botteghe, bambini e quant’altro si avvicendano un po’ per gioco un po’ per imparare, tanto per dare sfoggio delle proprie eccellenze! E come sempre, sorridente, affettuosa, professionale ma intima, ci ha fatto una carrellata di emozioni che ci portano dritti al cuore e da lì al palato! Con ognuno la propria scelta: comunque vada, saranno momenti culinari da ricordare!

Un periodo ricco di saluti, regali, abbracci, auguri… Natale!

Sicuramente protagonista di questo periodo è la Tavola! Da come si apparecchia, a chi si invita ma soprattutto cosa si mangia è l’argomento clou in questi giorni tra parenti e amici.

In molte zone d’Italia la Cena del 24 dicembre è più importante del Pranzo di Natale; per quanto mi riguarda amo sia la Cena che il Pranzo a patto che la cena sia a base di pesce e sulla mia tavola il 25 non manchi il cappone in umido.

Ricordo quando i capponi si compravano dai contadini, raggiungevano anche 5/6 kg di peso, sceglievamo in anticipo i galli più grossi e dopo che la massaia aveva trasformato il re del pollaio in innocuo pollo, ci consegnava i bargigli, la cresta e i “fagioli” che cucinavamo in uno splendido cibreo!

Tante usanze, ormai dimenticate, facevano di questi giorni una festa per grandi e piccini!

In casa mia era tradizione che il giorno di Natale il menu fosse sempre lo stesso: crostini con i fegatini di pollo, bagnati con un poco di vinsanto per gli uomini e bagnati con il brodo per le signore e i bambini, tortellini in brodo (metà cappone veniva bollito per essere mangiato a cena) e cappone in umido con patate e verdure di campo. Per finire l’immancabile panettone, torrone, panforte e ricciarelli.

NATALE OGGI…

Oggi il Natale è più consumistico dei tempi passati, ma la cultura del cibo rimane, lo dimostrano i vari Mercati che proliferano nel periodo natalizio. Ormai sono tanti anni che organizzo eventi enogastronomici, Boccaccesca ha visto la sua 21° edizione, e sono sempre più convinta che il cibo sia cultura. Dal cibo conosci i territori, chi li abita e come li vive, le tradizioni, e ogni anno sono alla ricerca del nuovo, della qualità.

E quando trovi qualcosa che non conosci e non hai mai visto percepisci quanto piacere ti dia il lavoro!

2 anni fa ho visto per la prima volta il caciocavallo impiccato: un’usanza tipica dell’avellinese: caciotte appese a delle catene e cotte sul fuoco vivo: piacevolmente stupita e desiderosa di assaggiare una prelibatezza!

Altra scoperta di pochi mesi fa: l’Aglio Nero di Norcia, prodotto soltanto nella zona di San Pellegrino,  ha un sapore unico ed è estremamente salutare, si può mangiare a crudo o usare per rendere unica ogni ricetta e soprattutto non dà alito cattivo. Questo aglio nero è coltivato con metodo biologico nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Queste sono le mie ultime conoscenze, ma so già che non saranno le ultime, e solo chi ama la vita come me può capire la gioia che può dare il mio lavoro.

Parola di Claudia Palmieri!

 

… e Parola del Butcher!

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