Tutti STELLATI su Facebook. Ecco la GUIDA di "cosa FARE" (e NON)

Tutti STELLATI su Facebook. Ecco la GUIDA di "cosa FARE" (e NON)

Dopo la Moda “TARTUFO”, TUTTI CRITICI ENO-GASTRONOMICI STELLARI

In questi giorni su Facebook non si fa altro che leggere i nomi delle nuove STELLE decretate dalla conosciutissima Guida Michelin. Guida molto severa che dona gran lustro a coloro che, nell’ambito della ristorazione decidono di intraprendere un percorso molto ferreo e di assai qualità. Volti noti e meno che decidono di distinguersi (con sacrificio direi) donando prestigio alle proprie attitudini da chef e ristoratori.

UNA STELLA PER TUTTI MA NON PER TUTTI

(foto @Web)

SICURAMENTE intraprendere un percorso per entrare a far parte dell’olimpo degli stellati, non è un’avventura da poco. A raccontarlo sono proprio i protagonisti di tale guida.

Mantenere certi standard di qualità (e non stiamo parlando solamente per la materia prima, bensì in tutto ciò che ruota intorno alla gestione del locale) non è assolutamente lavoro da poco – raccontano gli chef – Nessuno regala nulla, ve lo possiamo assicurare. Avere delle “stelle” (anche una soltanto) significa avere dei requisiti imprescindibili nell’attività, dal servizio specializzato in sala del personale, alla cantina di vini fornita da etichette di prestigio, accessori da corredo e ogni singola manovra da rispettare.

Ma oggi non vogliamo parlare dei ristoratori, ma vogliamo metterci dalla parte di quel consumatore “normale” che, con titubanza decide di regalarsi una cena STELLARE.

Girovagando nel web, mi sono imbattuto in una simpatica guida a cura di una pagina di settore. finedininglovers è il suo nome, e stasera ve la voglio riproporre.

Andrea Laganga MEAT-Blogger

IL GALATEO DEL RISTORANTE STELLATO: 10 COSE DA FARE (E DA NON FARE)

La prima volta in un ristorante stellato non si scorda mai. A volte però a essere indimenticabili non sono solo il cibo, il vino o l’atmosfera, ma anche le figuracce e i momenti di imbarazzo che possono capitare a chi non è abituato a un certo tipo di esperienza gastronomica.

Abbiamo quindi stilato un prontuario in cui ripercorriamo 10 momenti “salienti” di una cena stellata – o comunque fatta in un ristorante di un certo livello.

RISTORANTE STELLATO: LE COSE DA FARE

1. INFORMARSI IN ANTICIPO

Il fatto che un ristorante sia stellato non garantisce che quello specifico ristorante vi piacerà. Leggete, cercate su Internet, insomma, informatevi. Al Villa Crespi di Antonio Cannavacciuolo o al Don Alfonso 1890 di Ernesto Iaccarino trovate una cucina più leggibile, con influenze mediterranee; da Enrico Crippa al Piazza Duomo, o al Tokuyoshi di Milano, l’esperienza si fa più cerebrale e meno di sostanza. Non arrivate impreparati.

2. PRENOTARE CON ANTICIPO

Non tutti i ristoranti hanno liste d’attesa di mesi, ma per alcuni si fa necessario pianificare la visita con molto anticipo: se vi trovate a passare da Modena non potete sperare di trovare un tavolo all’Osteria Francescana chiamando un paio d’ore prima. Alcuni ristoranti chiedono la carta di credito al momento della prenotazione – pensateci bene prima di disdire all’ultimo minuto.

3. AVVERTIRE DELLE INTOLLERANZE

Menu vegetariani, portate vegane indicate in menu e tante proposte gluten free. Ormai anche i ristoranti stellati si sono adeguati a un crescente aumento di intolleranze e altre esigenze alimentari delle tipologie più varie (arriverà anche il primo stellato paleo, è solo questione di tempo). Ma dovete avvertire al momento della prenotazione, altrimenti, beh, non stupitevi se non possono adeguarsi alle vostre necessità.

(foto @Web)

4. ATTENZIONE ALL’APERITIVO

In un ristorante stellato sono molte le attenzioni “non pagate”. Il calice di bollicine offerto appena ci si siede; un cestino del pane (che si spera essere) vario e buono, accompagnato da olio, burro o altri condimenti; amuse bouche prima dell’antipasto; predessert prima del dolce vero e proprio; piccola pasticceria insieme al caffè. Attenzione però: se appena seduti vi viene chiesto se gradite un aperitivo, quello si paga.

5. MENU DEGUSTAZIONE PER TUTTI

Il menu degustazione si intende per l’intero tavolo. Lo trovate scritto su quasi tutti i menu, e c’è poco da aggiungere.

RISTORANTE STELLATO: LE COSE DA NON FARE

(foto @Web)

1. NON INFASTIDIRSI DELLA PRESENZA DEL CAMERIERE

Il cameriere sarà spesso dietro a voi, davanti a voi, di fianco a voi. Chiederà se va tutto bene, riempirà il bicchiere dell’acqua. Vi accompagnerà in bagno e vi sostituirà il tovagliolo al ritorno. A fine pasto pulirà la tavola dalle briciole. Se tutte queste attenzioni non sono gradite, meglio andare alla pizzeria da 120 coperti dove sbracciarvi e urlare “SCUSI!” anche solo per avere una forchetta.

2. NON AVERE PAURA DI FARE DOMANDE

Non c’è nessun motivo di sentirsi stupidi nel fare domande, chiedere informazioni aggiuntive, interessarsi al menu. Se i piatti in carta sono descritti solo con termini vaghi ed evocativi (“Essenza”, “Profondo Rosso”, “Primavera Profumata”), senza nemmeno citare gli ingredienti, siete più che autorizzati a informarvi cosa state per ordinare. Lo stesso discorso vale per i vini: sommelier non si nasce.

3. ATTENZIONE AL PREZZO

Il menu degustazione è sempre il modo migliore per conoscere la cucina di uno chef e fare un’esperienza del ristorante più completa. Ed è anche il modo per spendere meno: ordinare le portate alla carta porta un notevole aumento del conto, specialmente se aggiungiamo un coperto di 4-5 euro.

(foto @Web)

4. NON OFFENDERSI SE LO CHEF NON C’È

Arrendiamoci all’evidenza: gli chef non sono sempre al ristorante. Più cresce la loro popolarità più è probabile che siano in giro per partecipare a eventi o seguire altri progetti. Le brigate di cucina sono perfettamente in grado di supplire alla loro mancanza. Se ci tenete a stringere la mano dello chef, informatevi in anticipo della loro presenza.

5. NON COMMENTARE “HO ANCORA FAME”

Sul serio. Non fatelo. A parte che è impossibile uscire affamati dopo alcuni menu degustazione, è davvero il commento peggiore che possiate fare. E che dimostra che non avete capito davvero nulla dell’esperienza appena fatta.

Articolo tratto dal blog Fine Dinning Lovers

Commenta il post

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo nome

Messaggio