MEATOPIA 2019: TENDENZE MEAT. PAROLA DEL BUTCHER

MEATOPIA 2019: TENDENZE MEAT. PAROLA DEL BUTCHER

Tendenze Meat? Parola di Meatopia 2019

Anche quest’anno il vostro Butcher non ha potuto farne a meno. Essere presenti al Meatopia di Londra è diventata un vera e propria ‘fissa’, una voglia spasmodica da saziare alla scoperta delle tendenze carnivore tra gli artisti carnivori, con la presenza di alcuni dei migliori chef al mondo. Prima, però, facciamo un passo indietro per chi ancora non sapesse di cosa stiamo parlando.

COSA E’ MEATOPIA?

Fondata negli Stati Uniti dal grande Josh Ozersky, pace all’anima sua, e portata nel Regno Unito dallo chef Richard H Turner, Meatopia è un ‘festival’ di carne di alta qualità e di provenienza etica, cucinato su legno e carboncino proveniente da alcuni dei migliori chef del mondo. Un vero weekend di amore per carne, bevande, fuoco e musica, diventato oramai leggendario per tutti i veri carnivori amanti del cibo. Alla sua settima edizione, ogni anno l’organizzazione ha un solo obiettivo: stupire i partecipanti. E vi preannuncio che ci sono riusciti. Perché, che tu sia un veterano del tabacco Docks o un nuovo arrivato, avrai per tutto il tempo gli occhi spalancati per l’euforia…è per il fumo.

IL MIO MEATOPIA

Meatopia è un posto dove lasciare i vostri preconcetti all’entrata e provare qualcosa di nuovo: che si tratti di uno chef che non hai mai sentito parlare prima o di un ingrediente a te sconosciuto, poco importi. Se varchi quel cancello, vi dovete buttare! Per me era la seconda volta davanti a quell’ingresso di ferro. Interminabili i minuti passati ad aspettare dietro la transenna che ti divide tra il sacro e il profano (Siamo nel paese delle code d’altronde …) Un secondo anno sicuramente vissuto con emozioni nuove. Non più con quell’ansia sana dell’ignoto, quella della prima volta , insomma, che ti fa vivere l’esperienza in modo diverso, un po’ da incoscienti. Con quello sfarfallio da ‘amore di 3° media’ nello stomaco. Memore dell’anno scorso, avevo già un pianificazione ben fatta. L’obiettivo? Vivermela a 360° per carpire quale fosse la tendenza del momento raccontata dai migliori chef carnivori mondiali. Solo i migliori protagonisti del panorama gastronomico del momento hanno il privilegio infatti di prendere parte alla round-up di casa Meatopia Uk. Anche se tu non hai mai sentito parare di loro.

Tanto per citarne alcuni, quest’anno era presente la leggenda del London street food, Edgar Wallace, famoso per le sue proposte di cucina cinese eseguite sulla parte posteriore della sua bicicletta. Per non parlare del hamburger pop-up di Rosita Deluxe, conosciuta in tutte la strada di Singapore. Senza dimenticare Killian Crowley , Jon Parry di The Mash Inn, nuovo arrivato nella lista dei ‘National Restaurant Awards’. Insomma, ovunque tu ti giri, l’unico tuo destino sarà quello di scoprire qualcosa per te nuovo ed eccitante. Gremito come sempre, forse quest’anno anche molto più affollato. Pensate che per mangiare dai più gettonati, occorre fare anche file di 25 minuti. Ma li il tempo passa in modo differente. Le persone sono in perfetta convivialità. Aspettare mentre una street-band suona i motivetti più in voga del momento, rende ancora tutto più eccitante. Finalmente arrivi li, davanti agli affumicati chef che con velocità cercano di darti il meglio senza farti aspettare tanto. Sapori, colori, profumi che ti inebriano mentre attendi di capire cosa stai per assaggiare. Perché certi ingredienti nemmeno li conosci e quindi non sai cosa aspettarti veramente da quel morso con l’acquolina in bocca. E poi tocca a te, – “Hi friend” – sì, perché lì siamo tutti già amici, gli stringi la mano, fai un selfie veloce e ti schiaffano senza tante cerimonie il piatto preparato appositamente per te. Lo guardi, lo fotografi, lo annusi – “gnam” – e via con il primo morso: da lì in poi capisci che volare a Londra per vivere quell’emozione ne vale ogni singolo risparmio investito.

LE PROPOSTE IN PERCENTUALE

Ma arriviamo ora al nocciolo della questione. Cosa avranno mai proposto i blasonati chef carnivori quest’anno? Un filo conduttore direi, almeno per il venerdì sera che ho vissuto, di averlo trovato. Potrei raggruppare le 20 proposte della serata in tre grandi gruppi.

  • Oltre la metà dei piatti (quindi un buon 60%) erano composti da carni sfilacciate, quindi da tagli anatomici cotti lentamente al BBQ, in low-and-slow, e ‘pullati’ prima di essere impiattati con salse e verdure, magari in mezzo ad una tortillas di mais cotta rigorosamente a legna.
  • Il 30% invece è stato dedicato alle cotture kebab, ovvero strati di carne di ogni genere, agnello, maiale, manzo o addirittura miste, sormontate ed infilzate da lunghi spiedi e fatti ruotare vicino al fuoco per una cottura squisita e succulenta.
  • Ma non vi immaginerete mai a chi attribuiremo il solo 20% delle proposte. Una minoranza che però, che ci crediate o no, ha riscosso la maggior preferenza del pubblico. Lunghe ed uniche file interminabili davanti a quei banchetti, disposti ad attendere quel panino per oltre un’ora. E vi dirò di più: alcuni di loro sono riusciti a terminare la materia prima dopo solo un’ora e mezzo di servizio.Il vincitore del Meatopia 2019 va alla proposta BURGHER. Semplice carne macinata, magari una simil-polpetta di manzo schiacciata, con cipolle fritte e sottaceti, tutto dentro ad un panino di patata dolce (beef patty, fried onion in a potato bun with pickles). Direi che sono rimasto estasiato nel vedere la calca di gente di fronte al cartello di ‘Jeff Claudio & Andrei Soen’ di Singapore con un’umile scritta “’THE CLASSIC CHEESE BURGER’.

 

Penso che questo sia proprio di grande e forte riflessione per noi addetti al servizio food. Noi che ogni giorno ci scervelliamo per andare a creare l’innovazione o la fusion tra ingredienti che neppure con la colla potrebbero restare uniti per ottenere un sapore decente. Tutto ciò è la conferma che a vincere è proprio la semplicità del prodotto.Un conosciutissimo, ultra copiato e spesso denigrato burger sarà sempre una pietra miliare e un simbolo intramontabile del mondo carnivoro italiano e, con convinzione possiamo dire mondiale. Quello che sono riuscito a trarre da questa esperienza sta proprio nel ribadire il concetto che l’unica vera innovazione sta proprio nel riscoprire e magari, solo riproponendo in modo differente, la vera tradizione culturale gastronomica. Quando l’innovazione deve viaggiare a braccetto con la tradizione.

NOVITA’: MEATOPIA PER L’AMBIENTE

Quest’anno anche l’organizzazione ha giocato a favore dell’ambiente. Tutto il monouso di plastica presente nelle edizioni precedenti, è stato eliminato con materiali riciclabili o comunque di basso inquinamento come in bamboo o la cellulosa. Persino le bevande dei bar venivano servite in bicchieri di plastica riciclabili, acquistabili con un piccolo contributo di 1$ durante la prima bevuta, e ricaricata per le seguenti consumazioni. Insomma, un piccolo gesto ben condiviso dal pubblico per cercare di combattere un’inutile spreco di plastica. Spero di essere riuscito a farvi provare anche se solo per qualche secondo cosa significhi Meatopia e magari essere riuscito anche ad invogliati a partecipare il prossimo anno. Non c’ho una percentuale, eh!

Alla prossima avventura, con il vostro Butcher.

Aspetto i vostri commenti sulla pagina facebook di @Maremma Che Ciccia.

 

 

 

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