IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE

IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE

IL CLIENTE DELLE FESTE

Il cliente, uomo o donna che sia: linfa indispensabile per la vita di ogni attività. Ogni buon negoziante proverà a soddisfare ogni sua richiesta, ogni proprio vezzo, coccolandolo e cercando di farlo sentire a suo agio. Un rapporto basato soprattutto sulla fiducia e rispetto delle due parti, consolidato da una relazione che va avanti spesso nel quotidiano da mesi o forse anni. Ma come da una parte, nella giungla dei commercianti, troviamo dei soggetti un po’ ‘furfantelli’ che rovinano la categoria, troviamo nella sfera dei clienti, un tipico soggetto per così dire ‘intermittente’ nella vita del commercio quotidiano. Ora, sicuramente la fedeltà del cliente degli anni ’80 non esiste più. Il cliente è solito girare e provare ogni proposta raccontata nei volantini pressati nelle cassette della posta. Dai piccoli negozi ai superstore, il cliente ha l’imbarazzo della scelta per effettuare i propri acquisti. La scelta oramai si divide in due fattori: qualità del prodotto e tipologia di servizio. Se da una parte, il sempre aperto offre un servizio di comodità in base agli orari di lavoro di tutti per soddisfare richieste, ci sono esigenze del cliente che vanno ben oltre il fattore orario, come la qualità del prodotto, tradotto in “fammi fare bella figura…perchè è per questo che sono da te”

Ecco allora che lo vedi arrivare, è lui, il cliente delle FESTE. Come racconta il nostro collega Roberto Passaretta della Macelleria di Minturno, è quella figura epica che vedi entrare in negozio solo tre volte l’anno, e più precisamente il 24 Dicembre, il 31 Dicembre e il 5 Gennaio, che spunta fuori dal nulla per farti due domande:

1) ” Ma domani sei aperto???”

2) “ Ma il calendario quest’anno lo hai fatto???”

E dato che ti reputi una persona gentile e amorevole, cerchi di rispondere altrettanto con una piccola ilarità sperando in una sua riflessione, che sicuramente tarderà ad arrivare. Voi ci ridete e ci scherzate, ma noi butcher siamo oramai soliti aspettarsi qualsiasi tipo di domanda. Infatti non sono solo queste le uniche e imbarazzanti domande che costoro in cuor gentile ti porgono come se niente fosse o peggio ancora, come se tutto fosse dovuto, dimenticando la più umile forma di considerazione e gentilezza che contraddistingue ogni rapporto di educazione. Ma di certo non siamo tutti uguali, o forse neppure lo fanno con cattiveria.

LA LISTA INTERMINABILE DELLE FRASI CULT

A completare la liste delle frasi shock ecco il cliente delle feste che ti dice: “Ma se vengo il 24, trovo tutto sul banco per scegliere? E tu con voce mista tra brivido e euforia rispondi: “Certo che si, naturalmente se poi non dovesse venire buttiamo via tutto; gli altri ordinano per puro divertimento…”.

Senza parlare del meritato periodo delle ferie che ti prendi dopo aver fatto il tour de force Natalizio. Magari decidi di prenderti una settimana di vacanza per stare con i tuoi cari e, proprio quando stai per attaccare il cartello delle vacanze ecco che arriva lui, che dal troppo tempo che è passato dall’ultima volta che magari gli hai venduto 2 etti di macinato, quasi stenti nel riconoscerlo e ti dice: “ Vi fate tutti questi giorni di vacanze? E ora io come faccio con la carne?!?”.  Contando da 1 a 10, mordendoti la lingua e imprecando furiosamente, se pur dentro di te, preferisci stare in silenzio, magari sdrammatizzando parlando del meteo, evitando commenti da cattivo padre di famiglia.

AL PRIMO POSTO…

Ma il cliente delle Feste più ammirevole è proprio lui, quello che arriva 30 minuti prima dell’orario di chiusura, il giorno prima delle agognate ferie, magari il povero marito con il biglietto in mano con una lista interminabili di compiti da svolgere della moglie e ti dice: -“Come mai non c’è più nulla sul banco? Sono venuto apposta da te per prendere qualche cosa per fare bella figura a cena”-  naturalmente qui la scenetta va avanti tra una richiesta di qualche prodotto non disponibile, una telefonata alla moglie per cambiare idea, richieste impossibili come “un bel filetto”… insomma, è proprio vero: essere Butcher è un lavoro da Eroi.

Al di là della normale routine comune per tutti coloro che vivono il commercio, stare al pubblico è un lavoro meraviglioso. Sicuramente non per tutti (siete voi che c’è lo dite rincuorandoci) ma le gioie che si vivono e i rapporti di fiducia che si instaurano dietro un banco sono infinite.

Quindi, cari amici macellai e colleghi commercianti, non ci resta che salutarci con la celebre frase coniata da Harry Gordon Selfidge nel 1909, divenuta oramai un motto popolare per il mondo del commercio “IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE”.

E mi raccomando, abbiate pazienza anche quando “rompe le pelotas”, perché avere rispetto del cliente è segno del valore che la vostra azienda nutre nei propri clienti.

Parola del Butcher!

 

 

 

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