GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE: 16 OTTOBRE 2019

GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE: 16 OTTOBRE 2019

FAO ORGANIZZAZIONE PER LE NAZIONI UNITE PER L’ALIMENTAZIONE E L’AGRICOLTURA

GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE: 16 OTTOBRE 2019

#gma #ZEROFAMENELMONDO #FameZero

Le nostre azioni sono il nostro futuro. Un’alimentazione sana per un mondo #FameZero. IL 16 ottobre è La Giornata Mondiale dell’Alimentazione. LA FAO festeggerà il 74° anniversario della sua fondazione. Ci saranno eventi in tutte le sedi nel mondo e noi, nel nostro piccolo, vogliamo contribuire alla sensibilizzazione della giornata. Perché l’alimentazione è fondamentale non solo per contrastare la fame nel mondo, e cercare di debellarla, ma soprattutto perché attraverso di essa passa la nostra salute anche là dove non c’è da combattere la fame ma piuttosto un eccesso di accesso al cibo. # di rito #GMA (Giornata Mondiale dell’Alimentazione), #GiornataMondialeAlimentazione  e #FameZero perché “Le nostre azioni sono il nostro futuro” e “Un’alimentazione sana per un mondo #FameZero”  sono i temi e i titoli utilizzati proprio dalla FAO nel suo documento.

METTIAMOCI LA FACCIA

Ma per cambiare veramente qualcosa, tutti noi abbiamo il dovere di ‘metterci la faccia’, senza aspettare che l’altro compia il primo passo. Non c’è bisogno di scomodarsi in grandi operE, tutt’altro: sono proprio le azioni nei piccoli gesti quotidiani che aiuteranno a salvare il mondo. Da professionista nel settore del commercio di carni, credo fortemente che il cambiamento debba partire anche da noi piccole aziende commerciali, ricordando a tutti che siamo il vero motore dell’economia e della contribuzione Nazionale. Gesti importanti ed etici, come ad esempio scegliere animali che provengono da allevamenti del territorio facendosi garanti di uno stato di benessere e ad alto profilo qualitativo dello stesso sarà uno dei requisiti più importanti dove iniziare. Riproporre una fiducia vera e di rispetto tra le figure della filiera produttiva, fino al consumatore stesso, mettendo in secondo piano la parte economica del prodotto, bensì ‘qualità’ prima di tutto. Per non parlare della lavorazione delle carni, eliminando da ogni negozio tutto ciò che può alterare chimicamente la preparazione delle carni da offrire ai nostri figli in primis e a tutti i clienti stessi. Per la FAO, per raggiungere Fame Zero non basta ‘dar da mangiare agli affamati, ma anche nutrire le persone e il nostro pianeta’ http://www.istruzioneveneto.it/wpusr/wp-content/uploads/2019/06/Allegato-Concept-Note-della-FAO-per-la-GMA-2019.pdf La #GMA di quest’anno quindi vuole sensibilizzare a ‘diete sane e sostenibili’. Negli ultimi anni i modelli di alimentazione si sono modificati e in molti casi sono state stravolte tradizioni che spesso hanno a che fare con produzioni locali che insegnavano cosa e come coltivare, produrre e consumare su quel determinato territorio. La globalità, la modernità e il post-moderno hanno sovvertito ogni schema e contribuito da un lato ad ampliare confini e conoscenze, ma purtroppo spesso anche a depauperare ricchezze intrinseche a favore di un mercato cinico e non del tutto rispettoso della salute.

TUTTO INIZIA DA NOI

Per fare questo però, caro Consumatore, devi fare tu il passo più grosso. Devi imporre la propria richiesta di qualità, sapendo riconoscerla, apprezzarla e utilizzarla nel modo giusto Non possiamo pretendere alimenti dalla durata lunga, che magari brillino e luccichino con colori artefatti. Tanto per fare un esempio: la carne trita, quella che usiamo per fare il ragù, o il semplice hamburger di ciccia, deve naturalmente cambiare colore dopo un giorno dall’acquisto. Al contrario starà ad indicare l’aggiunta di un ‘aiuto’ per mantenersi bello, sano e in forma. E tu, che ti impegni nel cucinare pasti eleganti per la tua famiglia, sforzati a leggere le etichette delle confezioni dei tuoi pasti pronti in pochi secondi. Tutto ciò che leggendo non mangeresti, o per di più non conosci, non fa bene alla salute di nessuno. La stagionalità ha lasciato il passo al ‘sempre a disposizione’, a diete sempre più energetiche; il lavoro, la frenesia e il sempre prima e a tutti i costi ci ha portato sempre più fuori casa e ad una ‘spesa’ veloce e trascurata a favore di un tempo sempre meno a disposizione e ad un’estetica che prevale sulla qualità. Diete scorrette e stili di vita frenetici e/o sedentari ha fatto aumentare i tassi di obesità da una parte del mondo mentre dall’altra si continua a morire di fame. Sempre secondo dati FAO, riportati nella ‘Nota della FAO per la GMA 2019’, http://www.istruzioneveneto.it/wpusr/wp-content/uploads/2019/06/Allegato-Concept-Note-della-FAO-per-la-GMA-2019.pdf oggi ‘oltre 672 milioni di adulti e 124 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono obesi, e oltre 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono in sovrappeso, mentre oltre 800 milioni di persone soffrono la fame’. Addirittura la FAO stima che “Una dieta scorretta è una delle principali cause di morte in tutto il mondo per malattie non trasmissibili tra cui patologie cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro” il tutto con una grande peso sul bilancio sanitario dei paesi sviluppati con costi fino a 2.000 miliardi di dollari l’anno.

CULTURE INTENSIVE

Prevalgono colture intensive e più redditizie a cui si somma una rapida scomparsa della biodiversità grazie ad un’intensa produzione alimentare e al cambiamento climatico in atto. Insomma, bisogna davvero ammettere che la situazione è veramente critica. Non si può più far finta di niente e e ognuno di noi, nel proprio piccolo, può farsi portavoce di un cambiamento e di una soluzione che poi, però, i ‘grandi’ devono interpretare ed applicare se davvero vogliamo che lo sviluppo dell’umanità sia del mondo intero e a salvaguardia della sua salute, non solo dell’essere umano ma di tutti gli essere viventi sul pianeta.

AZIONI DA COMPIERE

Ma, quali azioni si possono fare e quali le soluzioni, per equilibrare gli eccessi da un lato e le mancanze dall’altra? Ovviamente interventi in questo senso richiedono, innanzitutto, una dieta corretta. Per una ‘dieta corretta’ la FAO prevede “alimenti sufficienti, sicuri, nutrienti e vari, che consentono di condurre una vita attiva e di ridurre il rischio di malattie. Comprende frutta, verdura, legumi (ad esempio lenticchie e fagioli), noci, semi e cereali integrali (come il mais non trasformato, miglio, avena, grano, riso integrale) e alimenti poveri di grassi (in particolare grassi saturi), zucchero e sale”. Al contrario, una ‘dieta scorretta’, sempre come si legge nell’editto della FAO, “ è la principale causa di morte al mondo. Si deve considerare a questo punto che gli alimenti nutrienti che costituiscono una dieta corretta non sono disponibili o accessibili per molte persone. Dedicare un po’ più di tempo alla cucina con le conoscenze di un tempo, sarà un primo segnale importantissimo per la salute di ogni nostro caro, in questa vita frenetica senza tempo per nulla. Ritornare a comprare dal macellaio o nella bottega sotto casa, riprendere fiducia del piccolo professionista del quartiere, sarò una delle prime azioni per il nostro futuro e per un mondo #zerofame

TUTTI IN PRIMA LINEA

La Fao attraverso una imponente campagna di comunicazione a livello globale ha attivato i singoli paesi e questi, i singoli territori, ad aderire ad eventi e sensibilizzare il grande pubblico alla fame, all’accesso a cibi diversi e a diete corrette basate su standard nutrizionali nazionali; agire alla radice con soluzioni reali per la produzione alimentare; alla sostenibilità. Ciò avrà un impatto positivo sulla nostra salute, sulla biodiversità e sulla sostenibilità ambientale, riducendo i costi della sanità pubblica. Il settore privato ha un ruolo strategico potendo influenzare il settore alimentare introducendo alimenti più sani e rispettando le leggi e le norme relative alla nutrizione sia per la produzione che la vendita avvalendosi quanto più possibile dell’innovazione e tecnologie innovative  per la coltivazione di varietà sicure e nutrienti. Le persone comuni possono fare la differenza adottando singolarmente abitudini sane e scelte consapevoli riscoprendo l’importanza dei prodotti freschi di stagione, delle abilità culinarie, delle tradizioni e della biodiversità locale. La FAO, nella sua campagna di sensibilizzazione propone molti input ed iniziative didattiche rivolte a tutti i livelli, dal consumatore comune, al Settore privato e organizzazioni commerciali, fono ad arrivare alle Istituzioni. Da vedere e divulgare: www.fao.org.

IL CAMBIAMENTO PARTE DA NOI… parola del BUTCHER!

BOX DATI DA 1 A 10

  1. 800 milioni di persone soffrono di fame, mentre oltre 650 milioni di adulti e 120 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono obesi ed oltre 40 milioni di bambini sono in sovrappeso.
  2. Oltre 150 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni soffrono di rachitismo e oltre 50 milioni sono deperiti.
  3. L’alimentazione scorretta, unita allo stile di vita sedentario, ha superato il fumo come causa principale di morte e disabilità in tutto il mondo tra le malattie non trasmissibili.
  4. La maggior parte della popolazione mondiale vive in Paesi in cui il sovrappeso e l’obesità uccidono più della fame.
  5. Diverse tipologie di malnutrizione possono coesistere all’interno della medesima famiglia – perfino nel corso della vita della stessa persona – e possono essere trasmesse da una generazione all’altra.
  6. Ogni anno vengono spesi circa 000 miliardi di dollari per curare disturbi legati all’obesità.
  7. Miliardi di persone non possono assumere le sostanze nutritive necessarie per vivere in modo sano e attivo.
  8. I danni ambientali causati dal sistema alimentare potrebbero aumentare dal 50 al 90% a causa del crescente consumo di alimenti trasformati, carne ed altri prodotti di origine animale nei Paesi a basso e medio reddito.
  9. Delle circa 000 specie di piante coltivate per l’alimentazione nel corso della storia umana, solo 9 rappresentano oggi il 66% della produzione totale. È necessario mangiare una grande varietà di alimenti nutrienti.
  10. Il cambiamento climatico minaccia di ridurre la quantità e la qualità delle coltivazioni, riducendone i frutti. Le temperature in aumento stanno inoltre esacerbando la scarsità d’acqua, modificando il rapporto tra parassiti, piante e patogeni e alterando le dimensioni dei pesci

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