DECALOGO PER UNA MENSA BUONA, SANA E SOSTENIBILE

DECALOGO PER UNA MENSA BUONA, SANA E SOSTENIBILE

DECALOGO PER UNA MENSA BUONA, SANA E SOSTENIBILE 

Siamo in un periodo strano: inverno che tale non sembra, voglia ormai di primavera, festeggiamenti in corso e molte riflessioni da fare. In tutto ciò, presi da mille cose, mi sono tornate in mente le ‘mense scolastiche’. Ne avevamo già parlato tempo fa ma ho pensato che fosse importante riproporre l’argomento e portare a conoscenza di quanto si stia facendo per l’ambiente, per i bambini e la società tutta a partire dalla scuola.

Come si legge direttamente sul sito di http://www.foodinsider.it/ “… in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, il 16 ottobre 2019, è stato elaborato un decalogo sottoscritto da più soggetti che da anni si occupano di monitorare il servizio di ristorazione scolastica del nostro Paese: Cittadinanzattiva, Foodinsider, Save the Children, Slow Food ed esperti nazionali ed internazionali”.

In questi due ultimi anni il nostro territorio grazie alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena è stato attivato con un progetto, ‘school food’, che ha visto impegnati professionisti del settore, istituzioni, giovani e famiglie, per un’educazione al ‘mangiar sano’ a partire dalla scuola. Il lavoro a più mani che ha portato alla definizione del decalogo della ‘buona mensa’ ha definito i criteri con cui si dovrebbe sviluppare una mensa scolastica. Non soltanto badando alla salute, di per sé imprescindibile, ma applicando un approccio innovativo per il processo educativo delle nuove generazioni e volàno dello sviluppo della società.

Sul sito di foodinsider.it si legge: “I dati sull’alimentazione ci restituiscono un panorama sconfortante: in Italia 1,2 milioni di bambini e adolescenti vivono in condizioni di assoluta povertà e il 3,9% dei bambini non consuma neppure un pasto proteico adeguato al giorno, percentuale che al Sud e nelle Isole sale al 6,2%. Dati che contrastano con le percentuali in crescita sull’obesità infantile. Secondo il nuovo rapporto dell’Unicef, “La condizione dell’infanzia nel mondo 2019: bambini, cibo e nutrizione – Crescere sani in un mondo in trasformazione”, la percentuale di bambini in sovrappeso in Italia è del 36,8%, con un aumento del 39,1% rispetto al 1990”. E ancora “Se guardiamo alla mensa le contraddizioni lievitano: più di 1 bambino su 2, non ha la possibilità di accedere al servizio mensa in Italia; distanza che sale Sud, dove gli alunni che non usufruiscono della refezione scolastica salgono all’81% in Sicilia80% in Molise e 74% in Puglia”.

Sono dei dati molto importanti che fanno riflettere e sui cui si deve ragionare sia per eliminare le disomogeneità sia per valorizzare le realtà virtuose che vanno a beneficio della qualità e dei prezzi. Da considerare inoltre quanto del cibo vada sprecato e quanto si possa invece intervenire affinché questo non avvenga. Ci sono esempio di paesi come il Giappone – si legge sempre su foodinsider – “ … dove l’obesità infantile è la più bassa al mondo e dove la mensa integra tradizione, salute e cultura”.

Se consideriamo che il modello giapponese è disciplinato da leggi che tutelano dell’educazione alimentare a scuola e in mensa, questa diventa un pezzo della didattica quotidiana quindi, come si può far sì che territorio e tradizioni entrino attraverso il cibo, a scuola per una prospettiva di salute? Educando e lavorando in rete per far riflettere su come dovremmo ripensare la ristorazione scolastica in Italia a partire dalla nostra cultura della dieta Mediterranea. La giornata mondiale dell’alimentazione rimette al centro il tema della mensa scolastica puntando all’accessibilità, all’educazione, alla salute, alla sostenibilità (ambientale e sociale), al gusto, alla partecipazione, alla competenza. Ma ogni giorno è una ‘giornata mondiale’ e non dobbiamo dimenticarcelo!

Perché quindi parlarne ora?

Perché dopo le feste, in un mondo impazzito con il clima e dalle mode facili, ritengo sia sempre importante stare all’erta e ricordare via via quanto di bene si stia facendo, nonostante tutto, e di quanto resti da fare: coinvolti e responsabili tutti nel nostro quotidiano.  Perché la salute, l’educazione e il cibo sono un diritto inalienabile dell’umanità.

Proprio a Siena il 24 gennaio scorso presso Palazzo Sansedoni si è tenuto un evento realizzato con il supporto della Fondazione Mps e con la collaborazione di enti ed esperti del settore dal titolo “Diritto al cibo e mensa scolastica buona, sana e sostenibile” alla presenza della Professoressa Hilal Elver, Special Rapporteur delle Nazioni Unite sul Diritto al Cibo. Già promotrice con il progetto sCOOL FOOD di percorsi di educazione alla cittadinanza globale ed allo sviluppo

sostenibile in ambito scolastico, la Fondazione Mps propone, insieme agli enti ed esperti promotori del Decalogo per una mensa scolastica sostenibile (Cittadinanzattiva, Istituto Affari Internazionali, University of Antwerp Faculty of Law, Foodinsider.it, Slow Food Italia, Save the Children Italia Onlus e Goodland), un evento di confronto, integrazione e innovazione, dove supportare processi virtuosi di rafforzamento delle economie locali, guardando agli obiettivi dell’Agenda 2030.

Il tema della mensa scolastica come diritto essenziale e servizio che riguarda l’intera comunità, dai bambini, famiglie, scuola, al tessuto economico e produttivo locale, istituzioni e territorio. Da qui la necessità di valutare l’importanza delle mense scolastiche nel contesto della sempre più diffusa povertà minorile, dell’aumento del fenomeno della dispersione scolastica e della obesità e cattiva alimentazione.

 

L’evento pubblico ha visto la partecipazione della Professoressa Hilal Elver, i saluti di benvenuto del Presidente della Fondazione Monte dei Paschi Carlo Rossi, e l’intervento del Prof. Tomaso Ferrando dell’Università di Anversa, oltre a vari interlocutori esperti del settore.

La salute dei bambini e la salute del pianeta passa per la mensa scolastica che ha una grande responsabilità nella prospettiva di una vita sana per le generazioni presenti e future.

Il decalogo è stato redatto e sottoscritto da: Cittadinanzattiva, Foodinsider Osservatorio per le Mensa Scolastiche, Save the Children Ita. Onlus, Francesca Rocchi Deleg. Mense scolastiche Slow Food, Daniele Messina Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Daniele Fattibene Ist. Aff. Internazionali, Tommaso Ferrando Res. Porf. University of Antwerp Facoulty of Law

 

 

Info su:

http://www.foodinsider.it/

http://www.foodinsider.it/decalogo-mensa/

https://www.fondazionemps.it/?s=school+food

http://www.foodinsider.it/http://www.foodinsider.it/decalogo-mensa/

https://www.slowfood.it/educazione/altri-progetti/pensa-che-mensa/

https://www.savethechildren.it/blog-notizie/mense-scolastiche-un-diritto-tutti-i-bambini

 

10 PUNTI PER UNA MENSA SCOLASTICA SOSTENIBILE

  1. DIRITTO La mensa scolastica garantisce il pieno godimento del diritto allo studio e diritto alla salute. Occorre dunque riformare la mensa scolastica da servizio a domanda individuale a servizio pubblico essenziale assicurando, nelle more, un monitoraggio istituzionale per verificare sistematicamente se e come viene garantito su tutto il territorio nazionale l’accesso alla mensa.
  2. ACCESSIBILITA’ Investire in una mensa inclusiva per tutti i bambini senza esclusioni significa garantirne l’accesso in termini di offerta di tempo pieno e gratuità senza escludere le famiglie meno abbienti, non residenti o morose nei pagamenti. La mensa deve tornare ad essere un diritto garantito a cui tutte le famiglie vogliono e possono ambire.
  3. RISORSE Investire sulla mensa scolastica per garantire un servizio di qualità che diventi strumento di food policy con il quale sviluppare politiche sociali ed economiche sul territorio capaci di generare sviluppo. I Comuni devono compartecipare alla copertura dei costi del servizio, e non gravare sulle famiglie, superando la logica delle gare d’appalto vinte al massimo ribasso che annullano le garanzie di qualità previste nei capitolati. Chiediamo che lo Stato si faccia primo garante della tutela, della protezione e del soddisfacimento del diritto allo studio e del diritto al cibo dei bambini. Per questo occorre un serio piano di investimento nelle scuole, e la mensa giusta, universale e gratuita deve essere uno dei pilastri.
  4. EDUCAZIONE Il tempo mensa è tempo scuola. Abbiamo dunque bisogno di una mensa e di una scuola che educhino i bambini e le loro famiglie ad alimentarsi con cibo sano. Non si può parlare di mensa scolastica senza parlare di educazione alimentare e non si può fare educazione se non con un cibo buono e una dieta equilibrata. Qualità ed educazione rappresentano un binomio inscindibile basato su diritti inalienabili dei bambini riconosciuti dal nostro paese.
  5. NUTRIMENTO Il cibo sano, equilibrato e nutriente garantisce il diritto alla salute. Occorre ripensare i menu scolastici evitando i cibi processati e i pasti trasportati, garantendo monitoraggi non solo della sicurezza del pasto, ma anche le capacità protettiva del cibo offerto ai bambini. Investire nella logica della prevenzione del diritto alla salute significa anche garantire che i protocolli di acquisto del cibo non valutino solo parametri economici ma anche i benefici che un cibo nutriente ha in termini di benessere psico-fisico dei bambini.
  6. SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE e SOCIALE Garantire una mensa innovativa, sostenibile, che guarda al futuro del pianeta, significa ideare un servizio che tuteli l’impatto di tutta la filiera sull’ambiente e realizzando strategie per ridurlo. Occorre dunque promuovere il consumo di prodotti a basso impatto ambientale (biologico, biodinamico, grani antichi, legumi, fresco, riduzione delle carni rosse), eliminando il packaging, riducendo i trasporti, gli scarti e il consumo di acqua, attingendo a energie da fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, le scelte a monte della mensa devono essere prese in considerazione dei bisogni sociali, diritti e ripercussioni esse generano sugli agricoltori, trasformatori, produttori e lavoratori del settore. La mensa dovrebbe tendere ad essere strumento di equità sociale, di piena affermazione dei diritti di tutti i lavoratori della catena alimentare ed un volano per le economie locali.
  7. GUSTO Abbiamo bisogno di una mensa appetitosa che recuperi il gusto e il piacere del pasto. Questo è possibile evitando l’industrializzazione del pasto e rimettendo al centro le cucine scolastiche e la competenza dei cuochi, così come sollecita il Decalogo contro gli sprechi nella ristorazione collettiva del Ministero della salute e come sancisce il Green Public Procurement dell’Unione Europea, 1 secondo il quale è necessario ‘avvicinare il punto/centro cottura e quello di somministrazione per migliorare il gradimento delle stesse da parte del fruitore finale’.
  8. FIDUCIA e PARTECIPAZIONE È necessario che bambini e famiglie siano resi partecipi e credano nella mensa scolastica, in termini di garanzia della qualità del servizio, espressione dei valori di cardine della nostra Costituzione democratica e meccanismo di controllo efficiente e indipendente. La sentenza della Cassazione afferma che i genitori ‘possono influire sulle scelte riguardanti le modalità di gestione del servizio mensa’. Eppure questa possibilità di partecipare alla gestione della mensa spesso non è garantita, quando invece potrebbe mitigare le conflittualità e creare un senso di appartenenza e di responsabilizzazione.
  9. COMUNITA’ Intorno alla mensa si può e si deve costruire una comunità dove i bambini, le famiglie, la scuola e il territorio dialoghino in una logica di reciproco scambio che crea benessere e sviluppo. Abbiamo bisogno di vedere la mensa in modo integrato con il territorio di cui è espressione della cultura e coltura, da cui può attingere risorse e restituire sviluppo. Si deve costruire la mensa privilegiando la filiera corta, le colture locali a basso impatto ambientale, la riproduzione di saperi, l’economia circolare e la cultura gastronomica del territorio.
  10. EDUCAZIONE e FORMAZIONE È fondamentale investire sulla formazione di tutti gli attori che ruotano intorno alla mensa garantendo che il servizio mensa sia pienamente riconosciuto come tempo scuola e che tale principio venga attuato concretamente anche attraverso iniziative di educazione alimentare in ottica di salute, consumo critico e intercultura. Oltre a docenti anche il personale addetto alla mensa dovrebbe essere coinvolto in una formazione continua e in una progettazione partecipata con bambini, sostenendo la sana alimentazione e il basso impatto ambientale. Formazione condivisa anche con le Amministrazioni così da divenire prime sentinelle di una politica in grado di influire sulla salute, sull’educazione e sull’ambiente e monitorare l’attuazione della mensa buona, sana e sostenibile.

 

 

 

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